Tecnica Isotex, la tecnologia intelligente
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Messa in opera Blocchi

fig. 1 fig. 2

Angolo con blocchi da 30 cm di spessore.

Si posiziona il pezzo speciale denominato UNI dx, sul lato del blocco da 30 cm va inserito il blocco lungo 45 cm denominato PASS per riportare il modulo a 25 cm (30+45=75 cm), successivamente, nelle due direzioni della parete, si posano i blocchi da 50 cm.
Nel corso successivo si posiziona l’UNI sx, in modo da incrociare e legare bene l’angolo, ripetendo l’operazione come sopra (blocco da 45 cm nella direzione dello spessore da 30 cm del blocco UNI).
In ogni pacco di blocchi UNI vengono inseriti metà blocchi dx e metà sx.
Prima di posizionare i blocchi UNI bisogna creare un’apertura nella parte interna per consentire il collegamento dell’armatura orizzontale e del c.l.s. delle stesse dimensioni delle lunette dei blocchi normali (fig. 7).
Negli angoli realizzati con i blocchi da 38 cm vanno impiegati i PASS da 37 cm che sono posizionati sul lato dell’UNI da 38 cm per portare il modulo a 25 cm (38+37=75 cm); sul lato dell’UNI da 50 cm e dopo aver messo il PASS da 37 cm sul lato da 38, si prosegue con il blocco da 50 cm. Il PASS da 37 cm si ottiene tagliando in cantiere il blocco normale lungo 50 cm, che ha già sulle due pareti i riferimenti per il taglio preciso.
Vale la stessa procedura per i blocchi da 33 cm, il taglio del blocco normale, che è evidenziato, dovrà essere fatto a 42 cm (42+33=75cm).
Nella realizzazione degli angoli con blocchi da 25 cm di spessore non è necessario l’utilizzo dei blocchi PASS perché il modulo rimane sempre da 25 cm (25+50=75 cm).

fig. 3
Nella realizzazione di nodi a tre o quattro vie si procede con la posa del corso dei blocchi della parete esterna, poi si realizza il corso della parete interna arrivando contro quella esterna, creando sul punto di contatto della parete esterna un’apertura che permetta l’alloggiamento ed il collegamento delle armature orizzontali e del c.l.s.
Da evitare, com’è invece uso consueto con i blocchi tradizionali, le “morse", perché, con il sistema Isotex, il collegamento fra i nodi a tre o quattro vie è realizzato dalle armature in acciaio e dal c.l.s. (fig.7). Inoltre, con l’utilizzo delle “morse” nel sistema Isotex otterremmo pareti fuori piombo e ondulate perché i 4÷5 mm delle maschiature orizzontali farebbero da spessore.

fig. 4

fig. 5

fig. 6 fig. 7
Esempi dell’armatura standard da inserire in zona sismica, va comunque sempre verificata dal progettista delle strutture.

Durante la realizzazione della fondazione occorre prevedere l’inserimento dell’armatura verticale con passo 25 cm (il passo dei fori dei blocchi) con un’altezza di circa 50 cm (fig. 6). L’altra possibilità è di inserire con le resine queste armature verticali, a fondazione realizzata con il primo corso di blocchi posato.
La posa del primo corso viene fatta su due strati di malta posizionati solo in corrispondenza delle pareti dei blocchi, per avere la possibilità di metterlo bene a livello (si consiglia l’uso della bolla); é da evitare lo strato di malta su tutta la larghezza del blocco. La malta ha una resistenza alla compressione decisamente inferiore a quella del c.l.s. R’ck ≥ 30 N/mm2. Posizionare gli angolari a piombo e tirare il filo.
Disposto bene a livello il primo corso, partendo dai blocchi ad angolo (UNI), si procede con la posa dei corsi successivi completamente a secco, avendo l’accortezza di incastrare bene le maschiature verticali ed orizzontali, tenendo ben serrati i blocchi per evitare ponti termici ed acustici.
E’ molto importante sfalsare il corso successivo di mezzo blocco, utilizzando i pezzi speciali come evidenziato nelle foto 1-2-3-4, in modo da ottenere all’interno dei casseri la massima sezione di c.l.s. ed avere quindi la portata della parete evidenziata nella tabella della sezione prodotti.
I blocchi devono sempre essere posati con la lunetta per il collegamento dell’armatura e del c.l.s. verso l’alto, la parte con l’isolante verso l’esterno, il taglio eventuale del blocco, necessario per realizzare la parete su misura del progetto va fatto al centro della parete, mantenendolo nella stessa posizione nei corsi successivi per evitare sfasamenti dei pilastri interni ai blocchi con conseguente riduzione di portata e difficoltà di riempimento dei casseri con il c.l.s. Ad ogni corso sarà inserita l’armatura orizzontale nelle apposite lunette dei blocchi fino ad un’altezza di 6 corsi, corrispondenti a 1,5 m.
A questo punto si procederà al riempimento completo delle pareti con il c.l.s. che potrà essere effettuato con la benna o con la pompa, prestando attenzione a non esercitare un’eccessiva pressione che potrebbe spostare l’allineamento dei blocchi. Il c.l.s. deve avere una lavorabilità S4-S5 (fluido e superfluido) con classe di resistenza derivante dalle esigenze di calcolo e che la granulometria degli inerti sia piccola (12-15 mm), in modo da consentire un sicuro riempimento dei blocchi.
E’ indispensabile cominciare il riempimento con il c.l.s. dalle pareti perimetrali restando circa ad un metro di distanza dagli angoli e dalle spalle di porte e finestre, in modo che il c.l.s., passando dalle lunette dei blocchi, eserciti una minore pressione e quindi non sposti i casseri. Ultimate le pareti perimetrali si passa al riempimento delle pareti interne.
Nel primo getto dei 6 corsi é molto importante tenere il livello del c.l.s. a metà del sesto corso dei blocchi, inserire l’armatura verticale alta 2 m in concomitanza del getto e vibrare quest’ultimo con ago piccolo per assicurarsi il completo riempimento delle pareti.
Nel caso in cui, durante la fase del getto, dovesse finire del c.l.s. sulle pareti dei blocchi sarà opportuno rimuoverlo subito così che, indurendo, non faccia spessore; si può quindi procedere fino alla quota del solaio.
La normativa CNR 10025/84 prevede negli angoli e nel contorno di porte e finestre l’inserimento di un Ø 16. L’armatura va sempre dimensionata dal progettista delle strutture.